TINTURIA TORNANO ALLA RIBALTA NAZIONALE

In 700milla in piazza: i set di Tinturia, Dellera, Teresa De Sio e James Senese.
La seconda parte del pomeriggio dell'edizione 2015 del concertone di piazza San Giovanni da un parte schiera i Tinturia con Lello Analfino, dall'altro Roberto Dellera con Nic Cester, che alla fine sono le due facce della medaglia del Primo Maggio, vecchio e nuovo: ritmi levare e testi engagé per i primi, alt-rock d'autore per il secondo, con - per entrambi - il valore aggiunto dell'ospite internazionale per l'occasione. Un ideale ponte tra il caciarone/sbragato (ma cosciente) e il sofisticato (ma cosciente): se un domani dovessimo spiegare il concertone a un alieno, con la registrazione dei loro due set consecutivi potremmo cavarcela in poco più di una ventina di minuti.



Dal rock al folk, dal pop al rap, dall’indie al reggae, dal metal all’elettronica, la band ha fatto parte di un cast di prestigio, che tra gli altri ha portato sul palco Almamegretta, Bluvertigo, Goran Bregovic, Alex Britti, Emis Killa, Kutso, Lacuna Coil, Mario Venuti & Mario Incudine, Paola Turci, Levante, Lo Stato Sociale, solo per citarne alcuni. Non nasconde l’euforia mista ad emozione il frontman Lello Analfino - che si era già esibito, ospite di Paolo Belli e i Qbeta – e i componenti del gruppo hanno già cominciato il countdown. Loro sono: ANGELO SPATARO (batteria), Domenico Cacciatore (basso), Edoardo Musumeci (chitarra elettrica e acustica), Peppe Milia (chitarra elettrica e acustica), Andrey Re (rapper), Dario Assenzo (dj set e suoni).

"Al concerto del primo maggio porteremo la nostra ironia mista al grido di insofferenza e a una grande voglia di normalità. Nel nostro sound ci saranno denuncia e rottura con il sorriso sulle labbra. Ma anche solidarietà. Ci hanno convinto vent’anni fa che il precariato era il futuro. Accontentarsi sperando che il domani sarebbe stato solido e sicuro. Invece chi vent’ anni fa aveva vent’anni si ritrova adesso pienamente e ancora precario. Tanto da poter affermare che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro precario" - afferma Analfino.